Perché gli stati generali del paesaggio

A poco meno di venti anni dalla Conferenza nazionale del Paesaggio del 1999, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo lancia gli Stati Generali del Paesaggio come occasione di riflessione e di approfondimento sul futuro delle politiche paesaggistiche in Italia.

L’idea nasce dalla consapevolezza che il paesaggio, con l’ambiente e il territorio, costituisca il contesto in cui i cittadini vivono. La trasversalità della tematica deve incentivare le istituzioni verso una comune azione per la sua tutela e valorizzazione.

RAPPORTO SULLO STATO 
DELLE POLITICHE PER IL PAESAGGIO Nel corso degli Stati Generali del Paesaggio verrà presentato il I° Rapporto sullo stato delle politiche per il paesaggio dell’Osservatorio nazionale per la qualità del paesaggio del MiBACT. Il Rapporto costituirà la base di partenza delle riflessioni dei circa quaranta relatori suddivisi in cinque sessioni tematiche.
TEMI DI DISCUSSIONE Legislazione e diritto al paesaggio
Paesaggio: bene comune e risorsa economica
Paesaggio, politiche di trasformazione territoriale e qualità progettuale
Legalità e inclusione sociale: verso il diritto a paesaggi di qualità
Cultura del paesaggio: educazione, formazione e partecipazione
LECTIO MAGISTRALIS La giornata del 26 ottobre si aprirà con la lectio magistralis del Cardinale Gianfranco Ravasi, dal titolo «Pose l’uomo nel giardino per coltivarlo e custodirlo. Paesaggio, spiritualità e cultura».

Programma

25 Ottobre

10.00

Registrazione

11:00

Saluti

Daniela Porro, Direttrice Museo Nazionale Romano

Maguelonne Déjeant-Pons, Segretario esecutivo della Convenzione europea del paesaggio del Consiglio d’Europa

Introduzione: Presentazione del rapporto sul paesaggio

Ilaria Borletti Buitoni, Sottosegretario di Stato al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

11.30

Inizio dei lavori

Legislazione e diritto al paesaggio

Giuseppe Severini, Presidente V Sezione Consiglio di Stato – chairman
Paolo Carpentieri, Capo Ufficio Legislativo MiBACT
Sandro Amorosino, Docente di diritto amministrativo
Anna Marson, Università IUAV di Venezia
Roberto Banchini, Direttore Servizio Tutela del paesaggio, Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio MiBACT
Fausto Martino, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e sud Sardegna MiBACT

Paesaggio: bene comune e risorsa economica

Fabrizio Barca, Fondazione Basso e Consigliere della Funzione Pubblica – chairman
Enrico Giovannini, Università di Roma "Tor Vergata", Portavoce Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Giorgio Alleva, Presidente ISTAT
Stefano Laporta, Presidente ISPRA
Rossella Muroni, Presidente Legambiente
Angela Barbanente, Politecnico di Bari
Francesco Palumbo, Direttore Generale Turismo MiBACT
13.30

Pausa lavori

15.00

Sessioni pomeridiane

Paesaggio, politiche di trasformazione territoriale e qualità progettuale

Salvatore Settis, Accademico dei Lincei – chairman
Stefano Boeri, Architetto
Giuseppe Proietti, Sindaco di Tivoli
Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo
Giovanni Carbonara, Presidente del Comitato tecnico-scientifico per il paesaggio MiBACT
Oreste Rutigliano, Presidente Italia Nostra
Caterina Bon Valsassina, Direttore Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio MiBACT
Alessandra Vittorini, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città dell'Aquila e i comuni del cratere MiBACT

Legalità e inclusione sociale: verso il diritto a paesaggi di qualità

Giuliano Volpe, Presidente del Consiglio Superiore dei Beni culturali – chairman
Nicola Diomede, Prefetto di Agrigento
Padre Antonio Loffredo, Parroco della basilica di S. Maria della Sanità di Napoli
Mario Cucinella, Architetto
Tiziana Coccoluto, Vice Capo di Gabinetto Vicario MiBACT
Fabrizio Parrulli, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale
Federica Galloni, Direttore Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane MiBACT
Luisa Papotti, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Torino MiBACT

Cultura del paesaggio: educazione, formazione e partecipazione

Andrea Carandini, Presidente FAI - chairman
Giuseppe Cappochin, Presidente Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori
Marco Rossi Doria, Docente esperto di politiche educative
Carlo Daldoss, Assessore alla coesione territoriale, urbanistica della Provincia Autonoma di Trento
Donatella Bianchi, Presidente WWF Italia
Daniela Bosia, Presidente degli Osservatori piemontesi del paesaggio
Lionella Scazzosi, Politecnico di Milano
Francesco Scoppola, Direttore Generale Educazione e Ricerca MiBACT
18:00
Chiusura dei lavori

26 Ottobre

La mattinata sarà moderata da Duilio Giammaria, giornalista RAI

10:00

Lectio magistralis

“Pose l’uomo nel giardino per coltivarlo e custodirlo. Paesaggio, spiritualità e cultura”.

A cura di S. Em. Rev.ma Card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra

Resoconti delle sessioni tematiche

a cura dei chairman

Verso la “Carta nazionale del paesaggio”: gli obiettivi

Ilaria Borletti Buitoni, Sottosegretario di Stato al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

Conclusioni

Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo
Paolo Gentiloni Silveri, Presidente del Consiglio dei Ministri

Sessioni

LEGISLAZIONE E DIRITTO AL PAESAGGIO

Esiste un diritto al Paesaggio? Le norme di tutela in gran parte nate nel secolo scorso e un ordinamento giuridico spesso frutto di una stratificazione di norme (ambientali, urbanistiche, edilizie) costituiscono il più idoneo strumento per preservare il patrimonio paesistico del nostro Paese?

Obiettivo della sessione sarà quello di riflettere sullo stato della normativa in tema di paesaggio, anche alla luce delle più recenti riforme intervenute in materia, e sul complesso intreccio di competenze tra Stato, Regioni ed Enti locali.

Inoltre, a poco meno di quindici anni dal Codice dei beni culturali e del paesaggio – e alla luce degli impegni assunti dall’Italia con la ratifica della Convenzione europea del Paesaggio – si ragionerà sullo stato della pianificazione paesaggistica per valutare cosa sarà necessario nei prossimi anni per agevolarne la realizzazione su tutto il territorio nazionale e per sciogliere quei nodi che ancora permangono nel rapporto, spesso complesso, tra vincolo paesaggistico e resto del territorio.

PAESAGGIO: BENE COMUNE E RISORSA ECONOMICA

Il paesaggio non è un giacimento da cui estrarre reddito, emozioni, sapere: queste diverse dimensioni del benessere e dello sviluppo nascono dalla libertà sostanziale della persona di relazionarsi col paesaggio e di lavorare in esso. Sviluppo è crescita, uguaglianza, sostenibilità. Affinché il paesaggio concorra alla crescita: non basta farne oggetto di consumo turistico; è necessario che esso sia centro di produzione e rigenerazione attraverso attività agro-silvo-pastorali, culturali, artigianali.
Affinché l'accesso al paesaggio sia uguale per tutti: nelle città, va chiuso il divario fra squallori e bellezze degli spazi comuni; nelle aree interne, occorre piegare i servizi fondamentali a misura delle esigenze dei residenti (è questo l'obiettivo della Strategia per le aree interne).
Affinché la libertà di accesso al paesaggio sia sostenibile per le generazioni future occorre che il governo ordinario del territorio sia guidato da una visione di lungo termine e quello straordinario, a fronte di terremoti o nubifragi, sia affidato a centri di competenza nazionale in permanente dialogo con i luoghi.

Condividete? Quanto siamo distanti da questi obiettivi? Che fare per andare in questa direzione? Di quale amministrazione pubblica abbiamo bisogno per farlo?

PAESAGGIO, POLITICHE DI TRASFORMAZIONE TERRITORIALE E QUALITÀ PROGETTUALE

Sul paesaggio intervengono, direttamente o indirettamente, quasi tutte le scelte di politica economica e sociale (infrastrutture, edilizia, energia, agricoltura, ecc.): come favorire la sinergia tra i diversi livelli istituzionali coinvolti nel governo del paesaggio?

Il paesaggio è una realtà in divenire. Affinché la sua trasformazione abbia carattere positivo e non regressivo, questa deve essere ispirata e orientata da giusti principi.
Favorire progetti sostenibili, contrastare il consumo di suolo, valorizzare i paesaggi e le loro storiche vocazioni, rivitalizzare i borghi, sostenere i processi di rigenerazione urbana delle periferie, guarire le trasformazioni infelici e avere il coraggio di demolire, promuovendo la qualità architettonica e urbanistica degli interventi, richiedono un impegno politico e una visione organica di lungo periodo.

LEGALITÀ E INCLUSIONE SOCIALE: VERSO IL DIRITTO A PAESAGGI DI QUALITÀ

Quale ruolo possono assumere le politiche paesaggistiche nella promozione e diffusione della cultura della legalità?

La Convenzione europea, firmata a Firenze nel 2000, indica il paesaggio come un elemento importante della qualità della vita delle popolazioni tanto nelle zone paesaggisticamente rilevanti quanto in quelle della vita quotidiana, nei centri storici come nelle periferie.
 Tuttavia il quadro non è omogeneo su tutto il territorio e si evidenziano situazioni di degrado, abusivismo, malessere sociale e criminalità.

CULTURA DEL PAESAGGIO: EDUCAZIONE, FORMAZIONE E PARTECIPAZIONE

Il potenziamento della cultura del paesaggio nei cicli educativi e la creazione di una specifica formazione per i professionisti del settore possono rafforzare la percezione del paesaggio come aspetto qualificante delle nostre vite?

I padri costituenti, con lungimiranza, hanno riconosciuto il valore etico-culturale del paesaggio, stabilendo un legame inscindibile tra sviluppo, ricerca, cultura, ambiente e tutela del patrimonio artistico-architettonico.
 Il paesaggio è l'espressione iconografica delle genti che lo abitano e lo trasformano, è lo specchio della loro cultura e intelligenza: solo la consapevolezza dell'importanza del paesaggio può dunque garantire la conservazione delle eccellenze e vincere il degrado e l'abbandono.

Occorre allora diffondere la cultura del paesaggio, a partire dalla scuola, e promuovere la formazione di specialisti nel settore della conoscenza e della progettazione, sviluppando programmi multidisciplinari destinati ai professionisti del settore pubblico e privato.

Location

PALAZZO ALTEMPS

Via Sant’Apollinare 8, Roma

Perché Palazzo Altemps

La scelta della sede per questo importante appuntamento non è casuale.
Palazzo Altemps, nato come residenza aristocratica e da venti anni museo del collezionismo antiquario, per la sua articolata storia conserva importanti segni della centralità del paesaggio nella vita quotidiana e artistica. Boschi, prati, fiori, frutti, uccelli, animali, acque e dune si rincorrono nelle sale dell’antica casa che ha ospitato le famiglie Riario, Medici, Orsini, Altemps e Hardouin fino alla celebrazione del matrimonio di D’Annunzio nella chiesa di Sant’Aniceto, raro esempio di chiesa consacrata all’interno di una dimora patrizia.

L’incontro con il paesaggio è immediato sin dall’ingresso in Palazzo Altemps. Nel cortile, alzando lo sguardo, subito colpisce l’elaborata e sofisticata composizione del pergolato ligneo in trompe l’oeil che ricopre e definisce lo spazio della loggia, al primo piano. Piante di diversa fioritura e tralci di vite sono popolate da uccelli e animali minuziosamente descritti.
All’interno, di sala in sala, tra il Quattrocento e il Seicento sono stati dipinti paesaggi illusori, motivi vegetali e festoni floreali: incorniciano rovine archeologiche, miti e battaglie, raccontano scene di caccia, stagioni e i dodici mesi dell’anno.
Così come nelle sculture della preziosa collezione permanente un solo albero, un grappolo d’uva, ghirlande di frutti, spighe di grano sono indizi per situare una scena e simboli di un mito.

Il paesaggio, dunque, percorre gli ambienti di Palazzo Altemps: è racconto, è memoria e futuro della nostra storia. Luogo ideale per ospitare gli Stati Generali del Paesaggio indetti dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, appuntamento che contribuisce a celebrare il ventennale della residenza come una delle sedi del Museo Nazionale Romano, in un importante evento istituzionale.